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Neofascismo

TABULA RASA

TABULA RASA - NovAntico Editrice

Rassegna critica di vita contemporanea 1956

 

Prefazione di S. PESSOT

Brossura

Pag. 292 - cm 21x29,7

2013 pubblicato da NovAntico

 

€ 30.00

 

Questa rivista sorge con un atteggiamento volutamente antipropagandistico. Ciò non significa ch’essa intenda dedicarsi al disfattismo od alla demolizione di determinati motivi retorici. 

È antipropagandistica perchè ritiene indispensabile che accanto ai megafoni dell’ottimismo ad oltranza, delle parole d’ordine elementarizzate e apodittiche, delle tesi politiche valide per 48 ore, ci sìa luogo e momento per la riflessione, per l’esame dei dubbi, per le correzioni di rotta e per la elaborazione di disegni politici di più lunga portata. 

La logica del suffragio universale lega tutti, anche quelli che non ci credono, ad una artificiosa ostentazione di sicurezza, al terrore dello scandalo in casa propria, soffocato col prezzo di inaudite sopportazioni; e anche se non obbliga in ogni caso a dire le bugie, costringe tuttavia ad una esposizione di verità parziali e dalle gambe corte. L’uomo politico d’oggigiorno non manca ai suoi doveri di responsabilità e di onestà riferendo nei comizi qualche inesattezza fatta apposta per impressionare la fantasia dell’uditorio; vi manca però, e cade in peccato mortale, quando, narcisisticamente innamorato delle parole che si versa addosso, finisce per pigliarle sul serio. 

Il dolo autentico è quello che si esercita verso se stessi, abdicando alla funzione storica di cui si è investiti per sposare i temi della propaganda, o della polemica spicciola, in cui va persa ogni realistica visione d’assieme. 

Questo dolo nei confronti della patria, dell’idea, dei camerati della base, l’abbiamo commesso anche noi, non intenzionalmente, dando per troppi anni al nostro comportamento l’abito convinto della disciplina e dell’applauso anche quando le responsabilità affidateci e la fiducia in noi riposta ci avrebbe dovuto impegnare ad alzarci con chiara parola di dissenso. Quando poi qualcheduno fra noi si decise a parlare lo fece con sentimento esacerbato da lunga compressione, eccedendo nei modi della protesta col furore di una delusione in parte non giustificata, perchè le illusioni ce le eravamo fatte noi stessi attraverso una immatura valutazione di uomini e circostanze. Rimproverammo ai nostri massimi esponenti di non essersi comportati nella misura delle nostre speranze, per non aver capito che non è possibile esprimere originalmente lo spirito dei tempi e fare la storia senza avere la stoffa dell’uomo rappresentativo. [...] 

Giano Accame 

 marzo 1956

ORDINE NUOVO - 1956-57

ORDINE NUOVO - 1956-57 - NovAntico Editrice

Prefazione di S. PESSOT
Brossura
Pag. 290 - cm 21x29,7
2012 pubblicato da NovAntico
 
€ 30,00
 
Questo secondo volume presenta l’intera annata 1956 e l’unico numero del 1957 con cui si conclude la raccolta di Ordine Nuovo.
Dal punto di vista grafico, ferma restando la generale impostazione della rivista, ne risulta una leggibilità migliore per l’uso di caratteri a stampa più grandi.
Gli articoli continuano a mantenere ben vivo l’interesse destato dalla collezione dell’anno precedente, approfondendo argomenti pressanti e ampliando gli orizzonti tematici così da sviluppare una linea di pensiero robusta e qualitativamente elevata, che oggi è possibile studiare in maniera esaustiva e necessaria obiettività per comprendere le spinte ideologiche – e ideali – che nutrivano quei giovani. Giovani, la maggioranza dei quali era sotto i trent’anni e pertanto ricchi ancora di quella spontanea generosità che non richiede riconoscimento alcuno; immuni da quelle ambizioni di affermazione personale che gravano sulle persone d’età più matura, solitamente inclini al compromesso e gelose delle posizioni raggiunte.
Di qui la polemica coi vertici del M.S.I., di cui avvertivano il progressivo allontanamento dalle loro attese, e che, come sempre accade, da “movimento” si andava trasformando in struttura rigida, sempre meno aperta alle forze fresche dei gruppi giovanili che sin’allora vi si erano riconosciuti e che adesso, con le loro schiette istanze, muovevano ben motivate obiezioni.
Emblematica, a tal riguardo, l’articolata accusa di Silvio Vitale, pubblicata nel numero 9 di Ordine Nuovo del settembre 1956 e riproposta nel presente volume:
Non può farsi politica se non per termini inequivoci ed estremi. È questa una proposizione che dovrebbe essere ovvia non solo dal punto di vista ideologico e finalistico, ma anche da quello strettamente relativo al metodo e all’azione di un partito.
Tuttavia la vecchia classe dirigente del Movimento l’ha senz’altro ignorata e mostra ancor oggi, nonostante le chiare lezioni date dalla realtà dei risultati politici e delle cifre elettorali, di essere cronicamente incapace di concepire una funzione ed uno scopo al di fuori della struttura e del meccanismo del regime costituito, un livello umano che non sia aderente alla piattaforma conformista. E così chiudeva:
Il futuro in conclusione potrà risolversi nel grigio e fatuo schema della democrazia o, per la volontà dei migliori, esprimersi nel contrasto eterno tra le forze tradizionali e la sovversione democratica. Solo nel secondo caso potremo dire di aver servito la fede e l’idea per cui nacque il Movimento Sociale Italiano.
Da notare quel “sovversione democratica” che farà rabbrividire tutti i benpensanti intossicati dal martellamento mediatico finalizzato a imporre la democrazia – di per sé forma di governo come tante, né migliore né peggiore di altre – come un comandamento divino, unica e sola possibilità consentita di convivenza civile.
La voce di quei giovani non si spense, ma non ebbe più quella diffusione che essi speravano perché il loro primo, diretto interlocutore aveva staccato la spina. Fu così più agevole, per miopia o cattiva volontà della dirigenza missina, ad altre forze politiche assumere un ruolo egemone anche in campo culturale.


Ernesto Zucconi

ORDINE NUOVO

ORDINE NUOVO - NovAntico Editrice

Prefazione di S. PESSOT
Brossura
Pag. 204 - cm 21x29,7
2012 pubblicato da NovAntico
 
€ 25,00
 
Il presente volume contiene l’attesa riproposta integrale della prima annata di Ordine Nuovo, Mensile di politica rivoluzionaria. A questa iniziale raccolta farà presto seguito la seconda – a completamento della serie – che comprenderà la collezione dell’anno 1956 e il numero del gennaio 1957. Ordine Nuovo era stampato in formato A/4, lo stesso di questa edizione, e vide la luce nell’aprile 1955. Il costo della pubblicazione era di 100 lire la copia. Pino Rauti vi figurava come direttore politico e responsabile. Pur nel limitato numero delle pagine - una ventina ogni fascicolo – l’ebdomadario era denso di contenuti, spartanamente privo di immagini e con qualche rara pubblicità, cosa che oggi, in considerazione della linea ideologica portata avanti in chiave decisamente alternativa al “sistema”, fa pensare ad inserzionisti piuttosto coraggiosi. La presentazione di Ordine Nuovo, firmata dallo stesso Rauti con l’impegnativo titolo L’onore è fedeltà (non a caso evocazione del motto della Waffen SS), è testimonianza di una chiara e compiuta sintesi di ciò che il periodico intendeva prefiggersi attraverso gli scritti dei suoi collaboratori: una visione del mondo caratterizzata da valori spirituali non adusi a compromessi con le seduzioni di una società fondata sul materialismo, pur restando nella vigile concretezza della realtà quotidiana. Significativa, a tal proposito, la frase che si legge a conclusione dell’editoriale di Rauti, tratta da una lettera, scritta da Hermann Göring poco prima del suicidio nelle carceri di Norimberga, a Winston Churchill e fino ad allora rimasta inedita: “Noi prendemmo i nostri posti e agimmo ognuno secondo la propria legge. Io, secondo la Nuova Legge per la quale questa Europa è già troppo vecchia. Voi, secondo la Vecchia Legge per la quale questa Europa non è più importante nel mondo”. No, non vivevano sulle nuvole i giovani di Ordine Nuovo, i Clemente Graziani, i Silvio Adorni, i Paolo Andriani, i Piero Vassallo e colleghi tutti, ragazzi colti e preparati sugli argomenti più differenti via via affrontati. Per constatarlo è sufficiente sfogliare la rivista che, articolo dopo articolo, non soltanto mette in luce le contraddizioni e i guasti del modernismo e, con rara competenza, ne analizza le ragioni; bensì, costantemente essa propone una variegata gamma di tematiche la cui importanza e sconcertante attualità è sotto gli occhi di chiunque, indipendentemente dalle scelte ideologiche, non abbia il capo affondato nella sabbia.

STORIA DELLA DESTRA IN PIEMONTE

STORIA DELLA DESTRA IN PIEMONTE - NovAntico Editrice

MARIO BOCCHIO

Brossura

Pag. 208 con diverse foto b/n

cm. 17x24

2007 pubblicato da NovAntico

 

€ 20,00

 

Questo libro è dedicato al "popolo della destra", soprattutto a quello che ha vissuto sulla propria pelle gli anni di storia dal 1946 al 2000, e a quanti senza pregiudizi intendono conoscere la destra di ieri per capire quella di oggi. Oltre al racconto di cosa è stato il MSI in provincia di Alessandria, la pubblicazione è anche una cronologia, vista da destra, della storia italiana, dagli anni travagliati della Guerra Civile alla nascita della Repubblica e del MSI, fino ai giorni nostri, con l'eredità maggiore transitata in Alleanza Nazionale. In dttaglio il testo riporta notizie e fatti su: MSI, Cisnal, organizzazioni giovanili e culturali, giornali locali sino ad Alleanza Nazionale. 

NERO SU ROSSO

NERO SU ROSSO - NovAntico Editrice

Una storia esemplare della destra

 

SERGIO PESSOT - PIERO VASSALLO
Brossura
Pag. 128 con alcune foto b/n
cm. 13,3x21,4
2010 stampato da NovAntico
 
€ 16,00
 
Le belle pagine di questo libro, attraverso la descrizione del travaglio dei "fascisti dell'ultima ora"e la magnifica epopea delle Fiamme Bianche, tracciano una magnifica storia di quella che si può chiamare destra post-fascista, le cui radici partono dalla Liguria. Il testo, non facilissimo per l'immensa quantità di dati offerti, è accompagnato da alcune belle fotografie e dall'appendice di Luciano Garibaldi: Nascita e scomparsa dei monarco-fascisti.